Breve storia della cartomanzia

Breve storia della cartomanzia

La divinazione è un’arte praticata in passato da vari popoli. Nell’antichità chi cercava di avere delle indicazioni su ciò che sarebbe avvenuto in futuro lo faceva con vari metodi, tra cui sembra che anche l’utilizzo di apposite tessere avesse la sua parte. Di fatto la cartomanzia come la consociamo oggi ha invece radici meno antiche; sembra che solo nel corso dell’800 si cominciò a codificare un metodo per la lettura delle carte, quello che ancora oggi è utilizzato dai cartomanti del sito www.cartomanziaprofessionalealtelefono.com/

La cartomanzia e i tarocchi
Non si può seguire la storia della cartomanzia se non si parla anche dei tarocchi, le carte utilizzate per questa vera e propria arte della predizione. Stiamo parlando di carte particolari? In realtà sì e no, nel senso che l’antico mazzo dei tarocchi comprendeva anche le carte da gioco che oggi utilizziamo comunemente. Alcuni mazzi presentavano i semi delle carte tradizionali, quindi bastoni, spade, coppe e denari; altri mazzi usano invece i semi più noti a livello mondiale: cuori, picche, fiori e quadri. Questo secondo tipo di tarocchi sembra però appartenere alla tradizione francese, più che a quella italiana. Oltre alle classiche carte, suddivise in 4 semi per 14 tessere (dall’asso fino al re, con fante, cavallo e regina) erano poi presenti i 22 arcani, detti anche trionfi. Si tratta di illustrazioni diverse, oggi completamente perse dai mazzi di carte da gioco. Rappresentavano le classi sociali, i personaggi di spicco, le stagioni e i pianeti.

I tarocchi per la cartomanzia
Oggi il cartomante utilizza per la cartomanzia il proprio mazzo di carte, personale perché suo di proprietà e utilizzato per anni, ma personale anche nel senso che è proprio lui a scegliere quali carte utilizzare. Nella prassi comune si tende ad usare per la cartomanzia il solo mazzo dei trionfi, quindi 22 carte. Ci sono però cartomanti che preferiscono le carte da gioco più classiche, quelle nei 4 semi dall’asso al re. Esistono poi antichi manuali che trattano di cartomanzia, indicando come interpretare correttamente le carte estratte dal mazzo; la maggior parte di questi ci raccontano il significato dei tarocchi, intesi come il mazzo di 22 arcani maggiori.

Da dove arriva la cartomanzia
C’è chi dichiara che la cartomanzia derivi dall’antico Egitto. In effetti gli egizi avevano l’abitudine di usare il vaticinio, utilizzando a tale scopo vari metodi, tra cui anche particolari mazzi di tessere con rappresentazioni varie, dei quali però non ci sono rimaste tracce fisiche. Con buona probabilità però le carte che oggi sono usate come tarocchi non sono propriamente quelle utilizzate dagli antichi egizi per il vaticinio. Questa teoria si basa sul fatto che le carte da gioco sono arrivate in Italia attraverso i mamelucchi, una popolazione islamica proveniente dall’Egitto. Questi arrivarono in Europa nel corso del XIII secolo e portarono con sé parte della loro cultura, tra cui anche le carte da gioco, molto simili a quelle usate oggi nella gran parte dei Paesi europei, compresa l’Italia. Solo nel corso del 1400 sono presenti citazioni ai tarocchi, nel mazzo da 78 o da 74 carte.

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