Posta & risposta

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Risposta:
Se la Banca del Mezzogiorno (o del Sud) sarà davvero al servizio delle piccole imprese non è dato ancora saperlo. Visti i precedenti lo “scommettiamo che?” resta abbastanza arduo perché è rischioso riproporre, sotto altra forma, un sistema che ha inghiottito in un buco nero svariati miliardi delle vecchie lire (per informazioni vedere alla voce “Cassa del Mezzogiorno”). Le minestre riscaldate, in genere, hanno una bassa percentuale di riuscita. X quanto riguarda la credibilità di Tremonti e Scajola, beh quella se la sono giocata da tempo. Il primo quando si presentò al Tg1 per annunciare la scoperta del famoso buco (ma forse si riferiva a quello di una caramella che aveva in bocca). Il secondo ha un elenco che si perde nella notte dei tempi (o è la notte dei tempi a perdersi nelle sue imperdonabili gaffes). I dubbi tecnici si possono riassumere in 4 punti: a) la Banca del Mezzogiorno, essendo una banca di secondo livello senza nemmeno una rete di sportelli e direttori di filiale, potrebbe rivelarsi ancor più centralizzata rispetto alle banche normali (il che sarebbe un danno per i clienti); b) se l'agevolazione fiscale sulle obbligazioni destinate a finanziare il credito al Sud andrà a vantaggio dei sottoscrittori, potrebbe restare troppo poco per compensare il maggior rischio connesso al credito erogato dalle altre banche; c) viene aggirato, nella fase iniziale, il controllo della Banca d’Italia, che è l’organo istituzionalmente preposto a valutare la creazione di nuovi intermediari; d) la nuova Banca rischia di andare in rotta di collisione con le norme italiane e comunitarie in materia di concorrenza, libero mercato e aiuti di Stato, dal momento che si prevede che stipulerà convenzioni con le Poste e che una particolare categoria di intermediari potrà emettere titoli di risparmio i cui interessi saranno tassati con l’aliquota di favore del 5 per cento. Se son rose fioriranno. Speriamo non si punga nessuno. Giovanni Pio Marenna

Risposta:
Se tutti facessimo tesoro di ciò, certi personaggi, di cui si conoscono vita, morte e miracoli (della serie "tutto è possibile"), non verrebbero proprio votati. A Cerreto come altrove. GIOVANNI PIO MARENNA

Risposta:
Se i problemi di Guardia sono ridotti ai lavori pubblici suddivisi in quattro assessorati, alla rissa scoppiata tra due assessori e alle dimissioni del vicesindaco, rispetto ad altri paesi state messi bene. GIOVANNI PIO MARENNA

Risposta:
Gli eccessi sono sempre sbagliati, da qualunque parte vengano. E’ sbagliato l’eccesso di rabbia che ha portato alla rivolta popolare a Ponticelli (e sarebbe sbagliato se venisse fatta a Benevento come nell’intero Sannio). E’ sbagliato l’eccesso di menefreghismo delle istituzioni preposte a risolvere il problema (non è compito dei cittadini farsi giustizia da soli, ma è chiedere a gran voce le dimissioni dei responsabili istituzionali e soprattutto, nel caso di quelli politici, non votarli la prossima volta). Del primo eccesso sono corresponsabili le istituzioni, colpevoli, quindi, due volte. Per non essere latitanti su questo e su altri problemi, basterebbe semplicemente che ognuno facesse il proprio mestiere e il proprio dovere. Tanto più se quel mestiere, quel servizio ai cittadini, è pagato direttamente dagli stessi. In questa situazione all’italiana un errore non va commesso: fare di tutta l’erba un fascio. E’ inammissibile affermare che poiché molti extracomunitari commettono reati, automaticamente tutti gli extracomunitari che si trovano in Italia sono delinquenti. Sarebbe come affermare che poiché in Italia c’è la mafia, tutti gli italiani sono mafiosi. GIOVANNI PIO MARENNA

Risposta:
Più che da pagare, per i lavoratori sarebbe una cifra da ricevere. Anche perché se percepire soldini in più potrebbe essere visto da loro come un peso (per i motivi da te elencati), la tassa in questione che pagano adesso di certo non la vedono di buon occhio. Qualora gli straordinari venissero effettivamente detassati, un operaio metalmeccanico che effettuerà le 250 ore di straordinario, previste dal contratto, potrà “guadagnare” 580 euro in più. Trarrà sicuramente profitto da questa situazione anche il datore di lavoro (cosa più che normale). Ma intanto il lavoratore avrà risparmiato (e quindi intascato) dei quattrini. Resterebbe piuttosto un altro tipo di problema. Poiché, dati alla mano, il lavoro straordinario lo fanno più gli uomini che le donne, la detassazione degli straordinari favorirebbe i primi, discriminando indirettamente le seconde. GIOVANNI PIO MARENNA

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